LA FESTA DELLA MADONNA ASSUNTA  DEI CAPPUCCINI DI PALERMO

    I Frati Cappuccini, sin dal loro arrivo a Palermo nel 1533, hanno semprnutrito un particolare culto per la festa dell'Assunzione di Maria SS. assecondando così quello che un tempo era considerato il secondo festino della città, dopo la festa patronale in onore di S. Rosalia. Potremmo considerarli quindi come antesignani di ciò che secoli dopo (ovvero il 2 novembre 1950 con Pio XII) divenne dogma per la chiesa cattolica. Anche in altri conventi si hanno notizie del simulacro della dormiente e dal 1974 la Madonna Assunta è patrona della provincia religiosa.
    Ritornando alla nostra chiesa una lapide ricorda questa secolare tradizione che ha sempre richiamato da tutta la città un notevole concorso di popolo e c'è ancora chi ricorda la fila di devoti fedeli che sin dalle prime luci dell'alba si recavano alla Madonna dei Cappuccini (che in effetti è il simulacro che permanentemente sta sull'altare maggiore) oppure le caratteristiche variceddi con le Madunnuzze che giravano per le strade e che ricevevano sempre una speciale benedizione da parte dei frati.
   
La "festa" dell'Assunta ebbe un particolare splendore dalla fine del 700 alla soppressione degli ordini religiosi (1866). Nel 1800 la principessa ereditaria Maria Cristina volle il simulacro al Palazzo reale rivestendo di vesti preziose e facendolo esporre nella Cappella Palatina; quindi la domenica dopo il 15 agosto lo fece riportare ai Cappuccini con una solenne processione. Più tardi invece fu la regina delle due Sicilie la ven. Maria Cristina di Savoia che fece ricamare una veste su retina di oro per donarla all'Assunta ed è quella che riveste tuttora il simulacro. Anche diversi arcivescovi della città si sono alternati nel rendere omaggio alla Mamma celeste. 
    A proposito del simulacro, quello attuale risale al 1846, come si legge al di sotto del busto, modellato in cera dall'artista Emanuele Marino, mentre molto più recente (siamo già nel dopoguerra) è la "vara" dipinta a rose da Concettina Perricone.
   
Così qualcuno descriveva il solenne apparato di una volta sull'altare: "Nell'alto del Cappellone ove si trova l'altare maggiore, si formava un globo di nuvole, le quali per via di organi invisibili si aprono con un insensibile moto, ed espongono agli occhi degli spettatori la celeste gloria, indi al suono di patetica sinfonia ed al canto della litania sale lentamente per mezzo di ben consegnati ordegni, che non si scuprono, l'immagine di Maria, la quale va a farmarsi fra Dio Padre e Gesù Cristo, che la coronarono sovrastandovi l'eterno Spirito in forma di colomba; in seguito tornano a chiudersi le nuvole e così termina la scenica religiosa funzione.
Da sottolineare anche l'impegno, soprattutto negli anni 40 e 50, della locale congregazione del Terz'Ordine Francescano maschile con in testa il superiore (=MINISTRO) Gaspare Citati nel curare la festa esterna ovvero la lunga processione, l'illuminazone, la banda musicale, stimolando pure gli addobbi per le cappulluzzi delle varie strade del quartiere, per finire con il  tanto ammirato jocu di focu.
L'attuale altae della Vergine dormiente che si venera nella nostra chiesa e voluto dal parroco P. Bonaventura Salvatore Cinà venne inaugurato il 24 febbraio del 2001 nel corso di una solenne liturgia eucaristica presieduta dal ministro provinciale Fra Calogero Peri. Precedentemente il simulacro, finito il mese di agosto, veniva deposto sotto l'altare maggiore.

(Dalle memorie storiche di Franco Russo)



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